Esternalizzare il montaggio delle macchine: quando conviene il full outsourcing
Per molti costruttori di macchine il collo di bottiglia non è la progettazione né la vendita, ma l'officina: spazio saturo, montatori difficili da trovare, picchi di ordini che non si possono rifiutare. Esternalizzare il montaggio è una risposta ormai diffusa. La domanda meno ovvia viene subito dopo: insieme al montaggio, conviene affidare all'esterno anche gli acquisti?
Due modi di esternalizzare il montaggio
Nell'outsourcing standard il costruttore acquista e fornisce tutto il materiale: componenti commerciali, carpenterie, materiale elettrico. Il partner riceve, verifica il materiale a fronte della distinta, assembla e collauda. Il costruttore mantiene il controllo diretto della supply chain e cede solo manodopera e spazio.
Nel full outsourcing il partner prende in carico anche l'approvvigionamento. Parte dalla distinta del cliente, acquista la componentistica, coordina le consegne dei fornitori e verifica il materiale prima del montaggio. Per il costruttore, decine di ordini e solleciti diventano un unico interlocutore.
Cosa cambia davvero con il full outsourcing
Un solo responsabile per tempi e completezza
Quando gli acquisti restano al costruttore e il montaggio è affidato fuori, un componente in ritardo ferma il lavoro del partner, e capire di chi sia la responsabilità del ritardo diventa difficile. Con il full outsourcing chi monta è anche chi ordina: tempi di consegna e completezza del materiale fanno capo allo stesso soggetto.
Meno carico sull'ufficio acquisti
La distinta di una macchina è fatta in gran parte di righe di basso valore unitario che richiedono comunque ordini, conferme e solleciti. Nei picchi di produzione l'ufficio acquisti spesso si satura prima dell'officina. Affidare queste righe al partner libera tempo per gli acquisti che contano davvero.
Il perimetro non è "tutto o niente"
Si può affidare l'intera distinta oppure solo alcune categorie, mantenendo internamente i componenti strategici o quelli su cui il costruttore ha già accordi di prezzo vantaggiosi. Il perimetro si definisce commessa per commessa.
Quando conviene e quando no
Il full outsourcing tende a funzionare bene con:
- distinte stabili e produzioni in serie, dove gli acquisti si pianificano sui volumi
- picchi di ordini che l'organizzazione interna non riesce ad assorbire
- costruttori che vogliono concentrare le risorse su progettazione, vendita e assistenza
- macchine con una parte elettrica rilevante, se il partner realizza anche cablaggio e quadro: meno passaggi tra fornitori diversi
È meno adatto quando:
- la distinta cambia in corso d'opera, come nei prototipi
- il costruttore ha accordi quadro con i fornitori che non sarebbero replicabili
- il valore della macchina dipende proprio dalla scelta e dalla gestione dei fornitori
In questi casi l'outsourcing standard, o un full outsourcing limitato ad alcune categorie, resta la scelta più sensata.
Cosa preparare prima di chiedere un preventivo
- distinta base aggiornata, con l'indicazione delle marche vincolanti
- disegni d'assieme e schemi elettrici
- volumi previsti e cadenza: pezzo singolo, lotti o serie continuativa
- specifiche di collaudo e documentazione richiesta alla consegna
- quali categorie di acquisto si vogliono affidare e quali mantenere
Più queste informazioni sono complete, più il preventivo sarà preciso su tempi e costi.
Come funziona in VF
In VF il montaggio conto terzi si svolge negli stabilimenti di San Vendemiano (Treviso) e Fossalta di Piave (Venezia). Cablaggio bordo macchina e quadro elettrico sono realizzati da VF Elettrica, nello stesso gruppo. Nel full outsourcing VF acquista su distinta del cliente, coordina i fornitori e consegna la macchina collaudata; il perimetro degli acquisti si concorda all'avvio di ogni commessa. Formule, fasi e FAQ sono descritte nella pagina outsourcing del montaggio.
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